mercoledì 19 dicembre 2018
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assistenza legale alle imprese sanitarie
 

Lo studio legale Ricciardi da anni si pregia di offrire la propria consulenza a numerose imprese esercenti le professioni sanitarie:farmacie, case di cura, laboratori di analisi, cliniche, centri di riabilitazione.
La nostra assistenza attiene, in particolare, al recupero crediti nei confronti delle Aziende sanitarie locali, vista la notevole refrattarietà delle stesse ai pagamenti delle prestazioni erogate, in regime di convenzione con il servizio sanitario nazionale.
Il nostro costante studio dell'evoluzione giurisprudenziale della materia, ci ha permesso di elaborare una procedura particolarmente celere,che consente di ottenere l'immediata esecutività dei provvedimenti giudiziari,onde avviare le procedure esecutive più opportune per la riscossione  coattiva dei crediti, ottenendo altresì il riconoscimento degli interessi moratori previsti dal decreto legislativo 231/02,il quale, recependo la direttiva comunitaria contro i ritardi dei pagamenti nelle transazioni commerciali tra pubbliche amministrazioni e imprenditori,ha stabilito una maggiorazione dai sette ai nove punti percentuali sul tasso di interesse legale da riconoscersi a favore dei creditori,dalla data di formale richiesta di pagamento fino all'effettivo soddisfacimento delle ragioni creditorie.
Per quanto concerne le questioni attinenti il superamento dei tetti di spesa (le cosiddette CON), lo studio si mantiene costantemente aggiornato su tutte le innovazioni inerenti tale disciplina.
Infine non mancano richieste di consulenza in merito alla possibilità di tutela rispetto a controversie di lavoro, in materia di appalti, in materia di tributi previdenziali (ONAOSI), in materia di sanzioni per la violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro, sulla privacy etc.
Ovviamente ricorrono anche le fattispecie in cui l'impresa sanitarie vengano compulsate  giudizialmente da fornitori e grossisti,onde ottenere il pagamento di quanto dovuto: in tal caso ci occupiamo di predisporre gli atti difensivi più opportuni (opposizione a decreto ingiuntivo, opposizione a precetto,opposizione all'esecuzione, opposizione ai singoli atti esecutivi,opposizione all'iscrizione d'ipoteca giudiziale,opposizione alla vendita eccetera).
Viene sempre garantita una tempestiva corrispondenza in ordine allo stadio delle predette procedure, anche al fine di valutare le opportunità  transattive, che, periodicamente,vengono promosse dagli enti della sanità pubblica,e che consentono di ottenere il pagamento del capitale e di parte degli interessi maturati giudizialmente, senza attendere la conclusione delle procedure esecutive nel frattempo avviate, il tutto nell'ottica di rendere il più rapido possibile il rifinanziamento dell'attività d'impresa.
Referente per l'attivitàdi consulenza alle imprese sanitarie: avvocato Marcello Ricciardi
Mail: ricciardi@studiolegalericciardi.it
telefono    0812189843
fax              0815499441

Lo studio legale Ricciardi da anni si pregia di offrire la propria consulenza a numerose imprese esercenti le professioni sanitarie:farmacie, case di cura, laboratori di analisi, cliniche, centri di riabilitazione.
La nostra assistenza attiene, in particolare, al recupero crediti nei confronti delle Aziende sanitarie locali, vista la notevole refrattarietà delle stesse ai pagamenti delle prestazioni erogate, in regime di convenzione con il servizio sanitario nazionale.
Il nostro costante studio dell'evoluzione giurisprudenziale della materia, ci ha permesso di elaborare una procedura particolarmente celere,che consente di ottenere l'immediata esecutività dei provvedimenti giudiziari,onde avviare le procedure esecutive più opportune per la riscossione  coattiva dei crediti, ottenendo altresì il riconoscimento degli interessi moratori previsti dal decreto legislativo 231/02,il quale, recependo la direttiva comunitaria contro i ritardi dei pagamenti nelle transazioni commerciali tra pubbliche amministrazioni e imprenditori,ha stabilito una maggiorazione dai sette ai nove punti percentuali sul tasso di interesse legale da riconoscersi a favore dei creditori,dalla data di formale richiesta di pagamento fino all'effettivo soddisfacimento delle ragioni creditorie.
Per quanto concerne le questioni attinenti il superamento dei tetti di spesa (le cosiddette CON), lo studio si mantiene costantemente aggiornato su tutte le innovazioni inerenti tale disciplina.
Infine non mancano richieste di consulenza in merito alla possibilità di tutela rispetto a controversie di lavoro, in materia di appalti, in materia di tributi previdenziali (ONAOSI), in materia di sanzioni per la violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro, sulla privacy etc.
Ovviamente ricorrono anche le fattispecie in cui l'impresa sanitarie vengano compulsate  giudizialmente da fornitori e grossisti,onde ottenere il pagamento di quanto dovuto: in tal caso ci occupiamo di predisporre gli atti difensivi più opportuni (opposizione a decreto ingiuntivo, opposizione a precetto,opposizione all'esecuzione, opposizione ai singoli atti esecutivi,opposizione all'iscrizione d'ipoteca giudiziale,opposizione alla vendita eccetera).
Viene sempre garantita una tempestiva corrispondenza in ordine allo stadio delle predette procedure, anche al fine di valutare le opportunità  transattive, che, periodicamente,vengono promosse dagli enti della sanità pubblica,e che consentono di ottenere il pagamento del capitale e di parte degli interessi maturati giudizialmente, senza attendere la conclusione delle procedure esecutive nel frattempo avviate, il tutto nell'ottica di rendere il più rapido possibile il rifinanziamento dell'attività d'impresa.
Referente per l'attivitàdi consulenza alle imprese sanitarie: avvocato Marcello Ricciardi
Mail: ricciardi@studiolegalericciardi.it
telefono    0812189843
fax              0815499441

 
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RECENTI PRONUNCE GIURISDIZIONALI
 
SONO DEVOLUTE ALLA GIURISDIZIONE ESCLUSIVA DEL GIUDICE AMMINISTRATIVO LE CONTROVERSIE NASCENTI DALLA APPLICAZIONE DELLE CONVENZIONI STIPULATE AI SENSI DELL'ART. 44 DELLA LEGGE N. 833 DEL 1978
Consiglio di Stato, sezione V
Sentenza 1 ottobre 2002 n. 5135
 
La giurisdizione sulle controversie nascenti dall'applicazione delle convenzioni stipulate ai sensi dell'art. 44 della legge n. 833 del 1978 tra le Unità sanitarie locali e i laboratori, i centri di diagnostica, i gabinetti specialistici ed altre strutture private, sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo ai sensi dell'art. 5, comma 1, della legge n. 1034 del 1971, ad eccezione di quelle relative al mero pagamento di indennità, canoni ed altri corrispettivi, le quali, non implicando indagini circa la sussistenza del potere dell'Amministrazione concedente riguardo all'espletamento dell'attività di servizio pubblico concessa, sono devolute alla giurisdizione del giudice ordinario, sempre che non comportino un'indagine sul contenuto del rapporto e sugli atti posti in essere dall'Ente concedente.
 
In tale ultima ipotesi, allorquando la richiesta di somme attiene alla pretesa di svolgere prestazioni per le quali è dubbia che sia stata ottenuta la relativa autorizzazione o il relativo accreditamento, il vero oggetto del contendere è il contenuto del rapporto concessorio, e la domanda a contenuto economico accede ad esso per effetto dell'esclusività della giurisdizione del giudice amministrativo.
 
La vertenza va devoluta al giudice amministrativo allorchè ad esempio occorre accertare se tra le parti sia intervenuta una nuova convenzione in sostituzione di quella precedente, il che presuppone una preventiva e discrezionale valutazione da parte della PA in ordine all'insufficienza della struttura sanitaria pubblica ed alla opportunità di stipulare una convezione con struttura sanitaria privata (SS.UU. 17 novembre 1994, n. 9747).
 
Omissis
 
Come accennato più sopra, la doglianza riguarda la pretesa erroneità della pronuncia con la quale il TAR ha declinato la propria giurisdizione sulla azione intentata dall'appellante Laboratorio di analisi nei confronti dell'Azienda sanitaria in relazione al diniego di corrispondere i benefici di cui agli arti. 2 e 3 del d.P.R. 23 marzo 1988 n. 120, recante l'accordo nazionale collettivo per la disciplina dei rapporti convenzionali in materia di diagnostica strumentale e di laboratorio.
L'appellante si sforza di dimostrare che il rifiuto di corrispondere agli adeguamenti di tariffa per gli anni 1985/87 costituisce un atto autoritativo che incide sul rapporto concessorio, e, pertanto, ai sensi della giurisprudenza del giudice della giurisdizione (SS.UU. 27 aprile 1995, n. 4679), spetterebbe conoscerne al giudice amministrativo.
La tesi non può essere condivisa.
La stessa giurisprudenza citata dall'appellante chiarisce che la giurisdizione sulle controversie nascenti dall'applicazione delle convenzioni stipulate ai sensi dell'art. 44 della legge n. 833 del 1978 tra le Unità sanitarie locali e i laboratori, i centri di diagnostica, i gabinetti specialistici ed altre strutture private, sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo ai sensi dell'art. 5, comma 1, della legge n. 1034 del 1971, ad eccezione di quelle relative al mero pagamento di indennità, canoni ed altri corrispettivi, le quali, non implicando indagini circa la sussistenza del potere dell'Amministrazione concedente riguardo all'espletamento dell'attività di servizio pubblico concessa, sono devolute alla giurisdizione del giudice ordinario, sempre che non comportino un'indagine sul contenuto del rapporto e sugli atti posti in essere dall'Ente concedente.
Nella specie, l'Amministrazione non ha posto in essere un atto qualificabile come esercizio di potere pubblico, perché si è limitata a negare la sussistenza dei presupposti cui la normativa dell'art. 3 del d.P.R. n. 120 del 1988 subordinava il diritto alla corresponsione di somme a titolo di rivalutazione in via transattiva delle tariffe 1985/87.
Tale presupposto consisteva in una determinata dichiarazione di rinuncia ad attività di rivendicazione giudiziaria di arretrati e tale condizione, a giudizio non insindacabile dell'Amministrazione, l'appellante non avrebbe osservato.
Si è quindi in presenza di un comportamento dell'Ente che può essere variamente giudicato, ma che comunque attiene ad una pretesa di diritto soggettivo afferente a somme costituenti corrispettivo della concessione, posto che non viene minimamente in discussione la conferma del rapporto convenzionale e il diritto del laboratorio a svolgere le sue prestazioni.
Diverso è il caso in cui la richiesta di somme attiene alla pretesa di svolgere prestazioni per le quali è dubbia che sia stata ottenuta la relativa autorizzazione o il relativo accreditamento. In tal caso il vero oggetto del contendere è il contenuto del rapporto concessorio, e la domanda a contenuto economico accede ad esso per effetto dell'esclusività della giurisdizione del giudice amministrativo.
Anche la diversa giurisprudenza invocata dall'appellante, quale ipotesi di attribuzione al giudice amministrativo di pretesa patrimoniale, nella specie per interessi moratori, originata da rapporto convenzionale con casa di cura privata (SS.UU. 17 novembre 1994, n. 9747), conferma la tesi qui sostenuta.
Le SS.UU., infatti, hanno affermato che la vertenza andava devoluta al giudice amministrativo perché occorreva accertare se tra le parti fosse intervenuta una nuova convenzione in sostituzione di quella precedente, il che presupponeva una preventiva e discrezionale valutazione da parte della P.A. in ordine all'insufficienza della struttura sanitaria pubblica ed alla opportunità di stipulare una convezione con struttura sanitaria privata.
In conclusione l'appello deve essere rigettato.
Omissis
SONO DEVOLUTE ALLA GIURISDIZIONE ESCLUSIVA DEL GIUDICE AMMINISTRATIVO LE CONTROVERSIE NASCENTI DALLA APPLICAZIONE DELLE CONVENZIONI STIPULATE AI SENSI DELL'ART. 44 DELLA LEGGE N. 833 DEL 1978
Consiglio di Stato, sezione V
Sentenza 1 ottobre 2002 n. 5135
 
La giurisdizione sulle controversie nascenti dall'applicazione delle convenzioni stipulate ai sensi dell'art. 44 della legge n. 833 del 1978 tra le Unità sanitarie locali e i laboratori, i centri di diagnostica, i gabinetti specialistici ed altre strutture private, sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo ai sensi dell'art. 5, comma 1, della legge n. 1034 del 1971, ad eccezione di quelle relative al mero pagamento di indennità, canoni ed altri corrispettivi, le quali, non implicando indagini circa la sussistenza del potere dell'Amministrazione concedente riguardo all'espletamento dell'attività di servizio pubblico concessa, sono devolute alla giurisdizione del giudice ordinario, sempre che non comportino un'indagine sul contenuto del rapporto e sugli atti posti in essere dall'Ente concedente.
 
In tale ultima ipotesi, allorquando la richiesta di somme attiene alla pretesa di svolgere prestazioni per le quali è dubbia che sia stata ottenuta la relativa autorizzazione o il relativo accreditamento, il vero oggetto del contendere è il contenuto del rapporto concessorio, e la domanda a contenuto economico accede ad esso per effetto dell'esclusività della giurisdizione del giudice amministrativo.
 
La vertenza va devoluta al giudice amministrativo allorchè ad esempio occorre accertare se tra le parti sia intervenuta una nuova convenzione in sostituzione di quella precedente, il che presuppone una preventiva e discrezionale valutazione da parte della PA in ordine all'insufficienza della struttura sanitaria pubblica ed alla opportunità di stipulare una convezione con struttura sanitaria privata (SS.UU. 17 novembre 1994, n. 9747).
 
Omissis
 
Come accennato più sopra, la doglianza riguarda la pretesa erroneità della pronuncia con la quale il TAR ha declinato la propria giurisdizione sulla azione intentata dall'appellante Laboratorio di analisi nei confronti dell'Azienda sanitaria in relazione al diniego di corrispondere i benefici di cui agli arti. 2 e 3 del d.P.R. 23 marzo 1988 n. 120, recante l'accordo nazionale collettivo per la disciplina dei rapporti convenzionali in materia di diagnostica strumentale e di laboratorio.
L'appellante si sforza di dimostrare che il rifiuto di corrispondere agli adeguamenti di tariffa per gli anni 1985/87 costituisce un atto autoritativo che incide sul rapporto concessorio, e, pertanto, ai sensi della giurisprudenza del giudice della giurisdizione (SS.UU. 27 aprile 1995, n. 4679), spetterebbe conoscerne al giudice amministrativo.
La tesi non può essere condivisa.
La stessa giurisprudenza citata dall'appellante chiarisce che la giurisdizione sulle controversie nascenti dall'applicazione delle convenzioni stipulate ai sensi dell'art. 44 della legge n. 833 del 1978 tra le Unità sanitarie locali e i laboratori, i centri di diagnostica, i gabinetti specialistici ed altre strutture private, sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo ai sensi dell'art. 5, comma 1, della legge n. 1034 del 1971, ad eccezione di quelle relative al mero pagamento di indennità, canoni ed altri corrispettivi, le quali, non implicando indagini circa la sussistenza del potere dell'Amministrazione concedente riguardo all'espletamento dell'attività di servizio pubblico concessa, sono devolute alla giurisdizione del giudice ordinario, sempre che non comportino un'indagine sul contenuto del rapporto e sugli atti posti in essere dall'Ente concedente.
Nella specie, l'Amministrazione non ha posto in essere un atto qualificabile come esercizio di potere pubblico, perché si è limitata a negare la sussistenza dei presupposti cui la normativa dell'art. 3 del d.P.R. n. 120 del 1988 subordinava il diritto alla corresponsione di somme a titolo di rivalutazione in via transattiva delle tariffe 1985/87.
Tale presupposto consisteva in una determinata dichiarazione di rinuncia ad attività di rivendicazione giudiziaria di arretrati e tale condizione, a giudizio non insindacabile dell'Amministrazione, l'appellante non avrebbe osservato.
Si è quindi in presenza di un comportamento dell'Ente che può essere variamente giudicato, ma che comunque attiene ad una pretesa di diritto soggettivo afferente a somme costituenti corrispettivo della concessione, posto che non viene minimamente in discussione la conferma del rapporto convenzionale e il diritto del laboratorio a svolgere le sue prestazioni.
Diverso è il caso in cui la richiesta di somme attiene alla pretesa di svolgere prestazioni per le quali è dubbia che sia stata ottenuta la relativa autorizzazione o il relativo accreditamento. In tal caso il vero oggetto del contendere è il contenuto del rapporto concessorio, e la domanda a contenuto economico accede ad esso per effetto dell'esclusività della giurisdizione del giudice amministrativo.
Anche la diversa giurisprudenza invocata dall'appellante, quale ipotesi di attribuzione al giudice amministrativo di pretesa patrimoniale, nella specie per interessi moratori, originata da rapporto convenzionale con casa di cura privata (SS.UU. 17 novembre 1994, n. 9747), conferma la tesi qui sostenuta.
Le SS.UU., infatti, hanno affermato che la vertenza andava devoluta al giudice amministrativo perché occorreva accertare se tra le parti fosse intervenuta una nuova convenzione in sostituzione di quella precedente, il che presupponeva una preventiva e discrezionale valutazione da parte della P.A. in ordine all'insufficienza della struttura sanitaria pubblica ed alla opportunità di stipulare una convezione con struttura sanitaria privata.
In conclusione l'appello deve essere rigettato.
Omissis
 

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